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Dimore storiche |
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Video Gallery: arte e cultura a Bergamo e provincia |
Palazzo Agliardi
Sorge nell’antico borgo Pignolo ove già nel Cinquecento importanti famiglie di nobili e mercanti scelsero di far costruire le proprie dimore. Proprietà dei Conti Agliardi dal 1845, si presenta con un ampio cortile la cui loggia del primo piano, sorretta da esili colonne, sovrasta un suggestivo porticato antistante le sale. All’interno, tra splendidi affreschi settecenteschi, un grande salone centrale che dà accesso ad un incantevole giardino pensile.
Palazzo Moroni
Nella Via di Porta Dipinta che conduce verso la Città Bassa, è noto per il magnifico, estesissimo giardino nel quale domina una torre trecentesca. Al suo interno uno scalone monumentale conduce al piano delle sale maggiori ove il Barbelli diede sfogo alla propria maestria e ove grandi capolavori della pittura lombarda (basti ricordare che qui vi sono opere di artisti quali G.B. Moroni, Evaristo Baschenis, Fra’ Galgario, solo per citarne alcuni) testimoniano la passione che da sempre ha la famiglia dei Conti Moroni per le belle arti.
Palazzo Terzi
Ubicato sullo sperone occidentale del Colle di Bergamo Alta, domina l’omonima piazzetta vicino all’imponente edificio del Liceo Classico Ridisegnato nel Settecento, mescola al suo interno la fastosità degli affreschi barocchi alla levità di decorazioni ed arredi barocchetti. Vi lavorarono artisti quali Gian Giacomo Barbelli e Cristoforo Storer, nonchè lo stesso Giovan Battista Tiepolo già impegnato in terra bergamasca nella decorazione della Cappella Colleoni.
Casa Palma Camozzi Vertova
In Via San Lorenzo 21, edificata nel cinquecento ad opera dei Conti Pighetti Calepio su di una preesistente casa medievale, rappresenta, con l’affascinante corte quadrata, le eleganti sale affrescate da G.B. Guarinoni d’Averara e la cappella dedicata alla Madonna Addolorata, un complesso fortificato unico nel suo genere per la prima volta aperto al pubblico.
Villa Grismondi Grimandi
Nata come casa di campagna, presenta ancora il duplice aspetto del settecentesco luogo di villeggiatura e dell’antica masseria con stalle, vinaie e scuderie attorno a un cortile rustico. Restaurata tra il 1855 e il 1858 dall’architetto Giacomo Bianconi che lasciò un esterno sobrio ed essenziale, in netto contrasto con o sfarzo della decorazione interna: al piano inferiore volte a padiglione decorate dallo Scrosati con motivi ornamentali a drappeggi, pietre preziose, medaglioni con personaggi o scene di genere, cornici con paesaggi bucolici, strumenti musicali e putti. Gli arredi, gli oggetti e i ritratti di epoche diverse che adornano le pareti, vanno ascritti alla famiglia Finardi, che abita ancor oggi la villa.
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