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Un giorno a... Cornello dei Tasso
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Tra carovane e antichi corrieri: ecco la patria dei signori delle poste

 

cornelloC’è un borgo in Valle Brembana che detiene un invidiabile primato: è l’unico tra tutti i borghi della Bergamasca che non ha mai visto un’auto. Non in virtù di particolari divieti, bensì perché con l’auto è proprio impossibile arrivarci. Si trattadi Cornello dei Tasso, che può vantare anche di essere il borgo medievale meglio preservato di tutta la Lombardia. Lo consigliamo. è un luogo ricco di storia, con un importante passato ed è magnificamente conservato. Per queste sue caratteristiche è classificato tra i borghi più belli d’Italia. A Cornello ci si può arrivare in due modi. Si percorre la strada della Valle Brembana e, pochi chilometri oltre San Giovanni Bianco (il cui centro storico meriterebbe proprio una visita), si incontra la segnalazione per Cornello. Si sale velocemente e, sempre seguendo le segnalazioni, si arriva a un’area di sosta. Da qui un comodo viottolo conduce alla nostra meta. Noi vi proponiamo invece un altro percorso molto suggestivo, facendo prima tappa in un luogo veramente singolare. Subito fuori dal centro di San Giovanni Bianco, sempre percorrendo la strada di valle, si devia a sinistra per la Val Taleggio; poco oltre, una indicazione a destra consente di raggiungere dopo pochi chilometri il borgo di Oneta. Qui, in un bel contesto medievale, c’è un edificio quattrocentesco ben conservato dove la tradizione popolare vuole sia nato il personaggio di Arlecchino che, una volta approdato a Venezia, divenne la straordinaria maschera della Commedia dell’Arte. Il palazzetto appartenne a una famiglia benestante e di ceto non comune come rivelano gli interessantissimi affreschi di un combattimento tra cavalieri e altre scene sulle pareti di un ambiente al pianterreno. cornello1A lato del portoncino d’ingresso un affresco che raffigura un personaggio che impugna minaccioso un grosso bastone. Forse un riferimento a l’”homo salvadego”, misterioso abitatore dei boschi, che compare nelle tradizioni della gente di montagna e raffigurato qua e là lungo l’arco alpino. La valorizzazione del borgo di Oneta è in corso. Dominano i riferimenti alla celebre maschera legata alle vicende dei montanari brembani che per secoli sono stati di casa a Venezia svolgendo ogni genere di lavoro: nel porto e nelle abitazioni dei nobili e dei grandi mercanti come facchini, servitori, sguatteri, camerieri; presenze tuttofare che possono aver dato origine a personaggi caratteristici tramutati poi in maschera sul gran palcoscenico delle calli e dei campielli veneziani. è stato realizzato un museo e negli ambienti sottostanti la “casa di Arlecchino” una taverna offre piatti tipici. Ma quella di Oneta è solo una tappa. Questa località si trovava lungo la medievale “Via Mercatorum”, strada dei mercanti, che da Bergamo risaliva la Valle Brembana per poi scendere in Valtellina.

L’itinerario, percorso secoli or sono da carovane di cavalli e muli, passava anche per Cornello dei Tasso. E allora caliamoci nei panni dei mercanti medievali e seguiamo lo stesso tracciato, che è rimasto immutato nel tempo. è una bella passeggiata che si snoda nel verde, tra prati e macchie di fitto bosco. Un paio di chilometri in tutto, ricchi di riferimenti storici, con angoli molto suggestivi: un ponticello, una chiesetta, un paio di vallette che invitano alla sosta mentre immaginiamo di veder passare oltre a mercanti e viandanti, corrieri, ambasciatori con il loro seguito. La mulattiera, molto ben tenuta, sale dolcemente; è facile imbattersi, oltre che in gitanti e in escursionisti, in ciclisti che non incontrano particolari difficoltà con la loro mountain bike. Dopo una mezz’ora di cammino, o poco più, ecco la meta: il borgo di Cornello. Le sue case si notano in alto, su uno sperone di roccia che domina il corso del fiume Brembo. All’ingresso del minuscolo paese, sulla destra, spiccano i ruderi di un edificio che doveva essere di notevoli dimensioni. è tutto quello che resta della dimora della famiglia dei Tasso, i cui discendenti si diffusero in tutta Europa.

cornello2I Tasso divennero famosi come corrieri postali istituendo la Compagnia dei corrieri al servizio di Venezia, quindi dei Papi e di quanti volevano affidare loro il trasporto della corrispondenza. La loro fortuna, in particolare, è legata all’imperatore Massimiliano I che li incaricò di organizzare il trasporto della corrispondenza per conto del Sacro Romano Impero esteso su buona parte dell’Europa. Si può dire che questa famiglia, che vanta anche grandi letterati, tra cui il poeta Torquato autore del celebre poema “La Gerusalemme liberata”, sia all’origine del moderno servizio postale. Nel borgo è visitabile il Museo dei Tasso e della Storia Postale, dove sono ricostruite le vicende della famiglia dei Tasso, dei servizio dei corrieri e della nascita delle poste, con esposti documenti e numerosi cimeli. Tra angoli suggestivi e antichi edifici la strada conduce direttamente alla via porticata sotto i cui grandi archi trovavano riparo le carovane e i mercanti. In alto, separata da tutto il contesto, spicca la chiesa dedicata ai Santi Cornelio e Cipriano, sormontata da un bel campanile Romanico leggermente pendente. All’interno le pareti sono coperte da pregevoli affreschi dei XV e del XVI secolo. Dopo questa piacevole giornata, la strada del ritorno, che riconduce al borgo di Oneta, è ancora quella d’andata: semplice e comoda.





 


Key info


 


Come arrivare

Da Bergamo seguire le indicazioni per la Valle Brembana (SS 470). Dopo aver superato i comuni di Zogno, San Pellegrino Terme, San
Giovanni Bianco, proseguire per Camerata Cornello.
Distanza da Bergamo: circa 30 km - Distanza da Milano: circa 80 km.
Camerata Cornello è collegata a Bergamo da frequenti autobus in partenza dalla stazione autolinee (ogni mezz’ora circa, tempo di
percorrenza un’ora). Se si vuole raggiungere Cornello dei Tasso da Oneta occorre prendere l’autobus da Bergamo per San Giovanni
Bianco. Si raggiunge poi Oneta a piedi in circa 15 minuti.

UNA SOSTA GOLOSA:
Per sperimentare le più antiche tradizioni popolari anche in cucina non è da perdere una tappa alla Taverna di Arlecchino, posta al
piano terra della Casa di Arlecchino di Oneta. I piatti della cucina bergamasca sono in tavola anche alla caratteristica Trattoria Camozzi
nel centro storico di Cornello dei Tasso.


 

Organizza la tua visita

MUSEO DEI TASSO E DELLA STORIA POSTALE:

Da novembre a giugno
Sabato: 14.00-18.00. Domenica: 10.00-12.00 e 14.00-18.00.
Luglio, agosto e settembre
Da martedì a sabato: 10.00-12.00 e 14.00-18.00.
Domenica: 10.00-18.00 (orario sperimentale soggetto a possibili variazioni).
Si effettuano visite guidate, su prenotazione, anche in altri orari, concordandole preventivamente con il personale museale.
Ingresso
Singoli visitatori: gratuito.
Gruppi accompagnati da guida propria.: € 1,00 a partecipante.
Visite guidate
Solo Museo: € 1,00 a partecipante.
Museo, borgo, chiesa Santi Cornelio e Cipriano:
€ 3,00 a partecipante.
Museo, borgo, chiesa Santi Cornelio e Cipriano e chiesetta San Ludovico (Loc. Bretto): € 5,00 a partecipante.



 

La cultura conviene

Ricorda che se acquisti la Bergamo Card da 24h, 48h e 72h, hai diritto all’ingresso gratuito al MAT di Clusone, ad una riduzione al museo di arte sacra San Martino ad Alzano Lombardo ed in numerosi ristoranti e negozi convenzionati.

Inoltre con la Bergamo Card puoi viaggiare senza limiti sulla TEB e nell’intera rete Atb dei trasporti di Bergamo!

 

L'idea in 30 minuti

A completamento della giornata merita una visita anche il borgo di Bretto, poco a monte di quello più noto di Cornello. Una comoda mulattiera porta lassù in circa mezz’ora di cammino. A Bretto Basso un antico palazzo era una residenza dei Tasso: sulla facciata spicca
un affresco con lo stemma del casato, affiancato dal leone alato e da una Madonna col Bambino. Poco sopra, la chiesetta di San Ludovico di Tolosa è un autentico gioiello con uno straordinario ciclo di affreschi all’interno; sulla parete esterna uno stemma con due
tassi e un’aquila, dove è condensata la secolare, straordinaria vicenda della famiglia dei Tasso.

 

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