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La Fara |
Oltre la Porta di Sant'Agostino - una delle quattro che davano accesso a Città Alta dopo la costruzione delle mura nel '500 - proseguendo dritto, si giunge al Prato della Fara e all'Ex Monastero di Sant'Agostino. Fondato alla fine del XIII secolo dai padri Eremitani e passato agli Agostiniani nel 1407, il monastero fu soppresso nel 1797. Il Complesso monastico, oggi sede della Facoltà di Lettere dell'Università, è costituito dalla chiesa e da due chiostri. Nella chiesa si può ammirare il quattrocentesco arco trionfale raffigurante l'Annunciazione e i santi Agostino e Bernardino.
Nella cappella a sinistra, si possono vedere le originali decorazioni trecentesche, mentre altri affreschi, eseguiti tra il '400 e la fine del '500, possono essere ammirati nelle altre quindici cappelle laterali.
Il meraviglioso soffitto, costituito da 1632 riquadri dipinti a tempera, risale alla seconda metà del '400. Sull'altare maggiore in origine si trovava un polittico del XV secolo, in parte conservato all'Accademia Carrara.
Di fronte al convento, lasciando a destra il prato della Fara, sul quale si affaccia il colle della Rocca, si sale per Città Alta. Percorrendo via Porta Dipinta si raggiunge la ripida piazzetta dove sorge la Chiesa di San Michele al Pozzo Bianco. Al suo interno si possono ammirare affreschi medioevali ed una cappella interamente affrescata da Lorenzo Lotto con Scene della vita di Maria. Eseguite nel 1525, sono una delle ultime opere dipinte dal Lotto a Bergamo prima del suo ritorno a Venezia. Sulle lunette sono rappresentati episodi della vita della Vergine (Nascita, Presentazione al Tempio, Sposalizio, Annunciazione), mentre nella volta appare Dio Padre benedicente, tra gli angeli. (Nei pressi della chiesa un tempo si trovava la casa di Lotto).
Riprendendo via Porta Dipinta, si giunge alla neoclassica Chiesa di Sant'Andrea, documentata dal 785, ma distrutta e poi ricostruita tra il 1837 e il 1847. All'interno, nella cappella di destra, è conservata l'opera del bresciano Alessandro Bonvicino detto il Moretto, la Madonna in Trono con Bambino e i santi Andrea, Eusebia, Dommo e Dommeone. A questo artista si deve l'educazione artistica del pittore Giovan Battista Moroni.
Quasi di fronte alla chiesa si trova Palazzo Moroni, costruito tra il 1646 e il 1666 e completato nell'800. Un giardino spettacolare sale fino alla Rocca. Lo scalone d'onore del palazzo riporta affreschi del 1652 con le Virtù e il mito di Amore e Psiche di Gian Giacomo Barbelli. Al piano nobile si trovano le sale di Ercole e dell'Età dell'oro, mentre nel salone principale è affrescata la Gerusalemme Liberata. In questo palazzo è conservato il ritratto di Gian Gerolamo Brunelli (il cavaliere in rosa di Giovan Battista Moroni).
Proseguendo lungo via Porta Dipinta, si giunge ad una fontana che segna il punto in cui si apriva la porta medioevale, distrutta nel 1815. Da qui si entra nella Bergamo medioevale: Città Alta. Sulla sinistra si possono ammirare i palazzi di periodo rinascimentale: Palazzo Brunelli, con il cortile di Leopoldo Pollac, e i palazzi Da Ponte e Gavazzeni, abitazione del famoso direttore d'orchestra. Salendo, si giunge in piazza Mercato delle Scarpe, un tempo punto di confluenza delle strade d'accesso e, poco più avanti, nella splendida piazza Vecchia, cuore di Città Alta.
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